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Biografia e Curriculum

CURRICULUM DELL’ATTIVITÀ SCIENTIFICA E DIDATTICA (2000) E RELAZIONE DI DIDATTICA E DI RICERCA (2004-2007)

 

FOTO DI GABRIELLA

Gabriella Mondardini (1941-2014) è stata Professore Ordinario di Antropologia Culturale e Sociale della Facoltà di lettere e filosofia, presso l'Università degli studi di Sassari.

CURRICULUM DELL’ATTIVITÀ SCIENTIFICA E DIDATTICA

DI MONDARDINI GABRIELLA (aggiornato al 2000)

 L’attività scientifica può essere così identificata:

Un settore privilegiato di ricerca -Cultura e produzione alieutica in area mediterranea- che a partire dalla tesi di laurea, si articola in una esperienza assidua e continuata di ricerca di campo, affinandosi via via teoricamente e metodologicamente, fino a raggiungere risultati originali, attraverso pratiche etnografiche mirate, sui temi della territorialità, dei saperi tecnici e delle problematiche ambientali. Entro questo ambito sono state condotte esperienze di coordinamento di ricerca e attività in equipes locali e internazionali.

Esperienze di ricerca più discontinua, ma non meno impegnativa, sui ruoli di genere, spesso intrecciata con studi di specifiche istituzioni mediche (consultori), che, anche grazie a sollecitazioni di tipo didattico (l’insegnamento di Antropologia culturale nella Facoltà di Medicina) si sono andate articolando in modo da costituire un settore d’analisi parallelo al primo, attraverso progetti di ricerca (Antropologia e medicina) anche nell’ambito della cooperazione internazionale.

Ricerche concentrate in periodi particolari, condotte in ambito interuniversitario, (antropologia urbana, processi migratori, ecc.), con effetti trasversali sui settori d’analisi più frequentati, a sollecitare una maggior attenzione ai processi di mutamento e alle relazioni interculturali.

Ricerche e studi più occasionali (norme sociali, patrimonio culturale e museologia, antropologia e storia, feste e rituali) che, anche quando hanno avuto tempi più brevi di applicazione, hanno tuttavia fornito stimoli rilevanti, ampliando l’orizzonte teorico e affinando la sensibilità nell’ambito complessivo della ricerca.

L’itinerario cronologico del lavoro scientifico, intrecciato anche alla didattica e ai ruoli istituzionali, si è così articolato:

1973 Laurea in Pedagogia (Università di Sassari), discutendo una tesi su Antropologia dello sviluppo: adattamento tecnologico nell’industria petrolchimica di un campione di contadini di Sorso e di pescatori di Porto Torres, con la votazione di 110 e lode. Questo primo approccio di ricerca mi consentiva di individuare una categoria tecnologica e sociale poco esplorata, quella dei pescatori, che segnerà in maniera privilegiata il mio percorso di ricerca.

1974-1977 In qualità di assegnista presso la cattedra di Igiene (1974-75) e poi di Antropologia culturale della stessa Università, orientavo la mia ricerca teorica ed empirica nell’ambito dell’Antropologia economica, fornendo contributi in seminari didattici e ricerche empiriche sul mutamento economico e socio-culturale (1976; 1978). Da rilevare la partecipazione al Convegno internazionale su Antropologia  e storia: le fonti orali (Bologna 1976), che ha segnato l’inizio dell’applicazione della metodologia delle storie di vita nella ricerca, entro una rete internazionale di confronto metodologico che continua ancor oggi.

1977-1980 In qualità di prof. incaricato di Antropologia culturale affrontavo, nei corsi di insegnamento, i percorsi teorico-metodologici di formazione della disciplina, gli ambiti di specializzazione della stessa e la dinamica normativa in società semplici e complesse.

La ricerca verteva su: Rurale e urbano: problemi di trasformazione territoriale e socio-culturale (MPI 60%), aperta a comprendere, accanto ai processi di trasformazione economica e territoriale (1978a), le ridefinizioni normative dei ruoli di genere e le nuove istituzioni in ambito sanitario (1980). Riassumono queste esperienze di studi e ricerche, oltre agli articoli indicati, le pubblicazioni Norme e controllo sociale (1980a) e Villaggi di pescatori in Sardegna (1981).

1980-1990 In qualità di ricercatore confermato ho collaborato con la cattedra di Antropologia culturale, impegnandomi particolarmente in seminari e giornate di studio, sui problemi teorici e metodologici della disciplina, con un’attenzione particolare alle tecniche della ricerca antropologica. Particolarmente approfondita, in questo contesto, è stata la riflessione su “Teoria e pratica delle storie di vita”, in collegamento con la scuola inglese di Oral History da cui la relazione Between myth and History. The position of women in a Mediterranean fishing community («VI Int. Oral History Conference», Oxford, 11‑13 settembre 1987). e la ricerca su Storie di vita e di lavoro (1989a) in cui sperimentavo in maniera rigorosa il metodo delle storie di vita.

Un ulteriore stadio di avanzamento registrava la ricerca sulla cultura dei pescatori, estesa, a scopo comparativo, ad aree esemplari del Mediterraneo (Sardegna, isola di Ponza e Medio-alto Adriatico), e arricchita dall’applicazione dell’approccio tecnico-economico (grazie anche alle sollecitazioni metodologiche del prof. G. Angioni), come documentano numerosi articoli (1984a; 1986; 1987; 1988a; 1988b; 1989); i saggi: Spazio e tempo nella cultura dei pescatori (1988d); Il mare, le barche, i pescatori (1990) e la cura di lavori collettanei in ambito nazionale, allo scopo di sollecitare il confronto critico e l’interesse su questo settore poco esplorato: La cultura del mare. Centri costieri del Mediterraneo fra continuità e mutamento (1985) e il numero monografico di “La ricerca folklorica” dedicato alla cultura del mare (1990a).

Prosegue, in parallelo, la ricerca sui processi di urbanizzazione, documentata da comunicazioni a convegni, articoli (1983; 1987a; 1988a) e soprattutto il coordinamento di una unità operativa nell’ambito di una  ricerca interuniversitaria (40%), coordinata dalla prof.ssa A. Signorelli su I mestieri urbani tradizionali: scomparsa, sopravvivenza, trasformazione, per un periodo di tre anni.(1989-992), che ha costituito un’importante occasione di confronto teorico metodologico a livello nazionale, alimentando ricerche successive e pubblicazioni (1989a; 1992b; 1992e).

Più orientato sui processi normativi e il controllo sociale era invece il lavoro su: Il controllo della riproduzione e il consultorio familiare pubblico (1987b).

Sono di questi anni anche gli interessi per le esposizioni museali, documentati nell’indagine sul Museo della marineria di Cesenatico (Cultura del mare e musei della marineria: il caso di Cesenatico, IV Colloquio europeo sulla museografia etno-antropologica, Palermo, 25‑27 settembre, 1987) e nella partecipazione ad un progetto di ecomuseo nella Sardegna Sud-occidentale, in collaborazione con la prof.ssa Paola Atzeni.

Ho collaborato anche ad una ricerca interuniversitaria su “Rientro emigrati: processi culturali” (MPI 60%), con una indagine nella Sardegna Nord-occidentale, di cui sono apparsi risultati parziali nella relazione Il rientro degli emigrati: microanalisi dei processi culturali (giornata di studi su «L'emigrazione in America latina e l'emigrazione sarda», Sassari, 30 giugno, 1987), e la pubblicazione, in collaborazione con A. Merler, dell’articolo Rientro emigrati: il caso della Sardegna (1988).

1990-1994 In qualità di prof. associato ho assunto l’insegnamento di Antropologia sociale, reggendo anche, negli anni 1990-93, la supplenza di Teoria della comunicazione e nel 1993-94, quella di Antropologia culturale.

Il ruolo più impegnativo nella didattica ha contribuito ad attivare anche una riflessione teorica più matura, che mi ha portato ad una riorganizzazione più sistematica della ricerca, in specie di quella sui pescatori, grazie ai contatti e alle esperienze maturate nelle ricerche interuniversitarie (40%), ma anche a più frequenti relazioni con specialisti in ambito internazionale (CETMA-Centre d’ethno-technologie en milieux aquatiques, Parigi; Dept of Anthropology, Amsterdam). Data l’esiguità annuale dei fondi, la strategia è stata quella di formulare un progetto a più tessere mirate, in modo da convogliare sulla stessa ricerca risorse provenienti da più parti, così articolato:

- 1993-1996 coordinamento di una unità operativa sul tema Pratiche e saperi tradizionali dei pescatori del Golfo dell’Asinara (40%), nell’ambito di una ricerca interuniversitaria su Pratiche e saperi tradizionali sul mondo naturale, coordinatore nazionale il prof. G: Angioni, dell’Università di Cagliari.

- 1990-1994 La cultura del mare: parentela e produzione (60%);

- 1990-1992 coordinamento di un gruppo di ricerca su Le tecniche della pesca artigianale nel Compartimento marittimo di Porto Torres, con finanziamento dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico, Nuoro (Un rapporto di ricerca, corredato di ampia documentazione sonora e visiva è depositato presso l’Istituto stesso)

Queste ricerche mi hanno condotto ad una competenza più specialistica nel settore, e, rese pubbliche con comunicazioni a convegni e pubblicazioni (1991a; 1991c; 1993; 1994), mi hanno consentito di partecipare come esperta per l’allestimento di mostre quali La preghiera del marinaio (Genova 1992) e Il rancio di bordo (Roma, 1992) e di contribuire ai  rispettivi cataloghi (1992a; 1992c). E’ di questi anni anche l’allestimento della mostra-museo della Civiltà contadina nel Comune di Sabbio Chiese, Brescia,  e per la presentazione della stessa, Un laboratorio della memoria (1992d).

1994-ad oggi, sono titolare dell’insegnamento di Antropologia culturale nel Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione, e, in qualità di supplente, tengo anche l’insegnamento di Antropologia sociale e dal 1997 l’insegnamento di Antropologia culturale presso la Facoltà di Medicina di Sassari. Nell’ambito del Dipartimento di Economia  Istituzione e Società faccio parte del Collegio dei docenti del Dottorato di ricerca Strutture, metodi e fondamenti delle scienze sociali, dove ho svolto anche funzioni di commissario interno per l’ammissione al XIII ciclo nell’aa.1997-98 e nell’a.a. 1999-2000.

Dal 1994 dirigo il Laboratorio di Antropologia culturale e sociale (istituito nell’ambito del Dipartimento), dove, oltre all’orientamento degli studenti per le loro tesi di laurea, ho coordinato gruppi di ricerca, organizzato mostre, seminari (alcuni dei quali, negli anni 1996, 1997 e 1998, in collaborazione con la SOAS University di Londra) e sezioni specifiche di ricerca.

Sono di questi anni le seguenti ricerche:

1996-1997. Ho coordinato un gruppo di ricerca su: Cultura materiale e mestieri tradizionali nel contesto sardo-corso: mestieri urbani, mestieri rurali e mestieri del mare. (Programma Comunitario INTERREG, commissionato dalla Provincia di Sassari all’Università degli Studi di Sassari), concluso con la redazione di un rapporto di ricerca e in parte discusso al “Coloque de l’Université de Corse” su L’ile laboratoire (19-21 giugno 1997), nella relazione Territoire de frontière: pêche et parcs marins entre la Corse et la Sardaigne (1999e).

1996-1998. Fra antropologia e storia: infanzia, educazione, memoria (60%), collaborando alla promozione del Convegno “Infanzia, educazione e società in Italia tra Otto e Novecento” (Sassari 9-5-1996) e alla pubblicazione degli atti (1997a).

Sul tema della cultura marinara nel 1996 si conclude la ricerca su Pratiche e saperi tradizionali dei pescatori del Golfo dell’Asinara (40%) e nel 1998 inizia una nuova ricerca interuniversitaria su L’uomo e la natura. Dall’utilità ristretta all’utilità planetaria (cofinanziameto ex 40%), coordinata dal prof. G. Angioni, entro la quale si inserisce l’unità operativa di Sassari da me coordinata su Cognizione e territorialità marinara: dalla pesca tradizionale ai parchi marini in Sardegna. Complessivamente la ricerca si è orientata da un lato in maniera più specialistica, concentrandosi via via sui temi dei saperi, della territorialità, del corpo, ecc., dall’altro in senso comparativo , con l’obiettivo di includere la problematica ambientale. Sono frutto di questo stadio di avanzamento della ricerca:

a. Le pubblicazioni più recenti (1995; 1995b; 1997; 1997b; 1998).

b. A livello nazionale la collaborazione interfacoltà per il Progetto di studio conoscitivo sulla Riserva Marina di Capo Caccia-Isola Piana (1998) e lo Studio propedeutico per l’istituzione dell’Area Marina protetta di Capo-testa- Punta Falcone, entrambi commissionati dal Ministero dell’Ambiente.

c. A livello internazionale la partecipazione, in qualità di membro dell’ «European Social Science Fisheries Network» ESSFiN (istituzione finanziata dall’International Union for the Conservation of Nature of European Commission), ad una serie di Workshops organizzati dal 1996 al 1998 fra i quali, più vicini alla mia ricerca:

- Property Rights and Regulatory Systems in Fisheries Sivillia, 5-7 Settembre 1996, con una relazione su Traditional Use Rights in the Small-scale Fisheries and Marine Protected Areas between Sardinia and Corsica, (1998b).

- Southern Waters: Management Issues and Practice Hermoupolis, Syros (Grecia) 14-16 maggio, 1998, con una relazione su Fishing and Tourism in the Mediterranean: The Case of Sardinia (1999).

Fra le altre partecipazioni a convegni:

- IMAGI-MER, Créations fantastique, créations Mythiques, (organizzato da «Tecniques et culture», UPR, CNRS, CETMA Parigi 19-20 maggio 1997), con una comunicazione su Légende de Pesce Cola en Italie du Sud, in corso di pubblicazione in «Anthropologie maritime», su cui vedi una versione ridotta in italiano (1999).

-Salute malattia fra ‘800 e ‘900 in Sardegna e nei paesi dell’Europa mediterranea (Alghero-Sassari 3-5 giugno 1999), di cui vedi la recente pubblicazione (2000).

-VIII Congreso de Antropologia (Federaciòn de Asociaciones de Antropologìa del Estado Espanol, Santiago de Compostela, 20-24 settembre 1999 partecipando alla tavola rotonda sull’Antropologìa de la pesca.

- Mille medicine. Malattia. Medicina. Miracolo, Senigallia 20-21 novembre 1999 (l’intervento è in corso di pubblicazione).

L’attività ha contemplato anche momenti di divulgazione delle ricerche, con la cura di pubblicazioni specifiche (1997c), la partecipazione alla settimana scientifica di Ateneo (1998), convegni locali, al più recente dei quali (su “Tutela dell’ambiente, Parchi Naturali ed Aree Protette”, Sassari 5 settembre1999), ho presentato una comunicazione su Culture locali e parchi geo-marini, argomento su cui coordino anche la formazione di un contrattista con finanziamento regionale..

 

1998-2000 ho concentrato le risorse su due principali aree di ricerca, L’uomo e la natura e Antropologia e medicina, che si riferiscono alle seguenti ricerche:

- 1988-2000. L’uomo e la natura. Dall’utilità ristretta all’utilità planetaria (cofinanziameto ex 40%), coordinata dal prof. G. Angioni, entro la quale si inserisce l’unità operativa di Sassari da me coordinata su Cognizione e territorialità marinara: dalla pesca tradizionale ai parchi marini in Sardegna. (un parziale rapporto di ricerca in Miti della natura/Mondi della cultura 2000a Nello specifico della cultura dei pescatori ho curato la parte monografica della rivista «Europaea», 1999 V2, coordinando i contributi di ricerca di specialisti di area europea.

- 1998-1999. Antropologia, Storia e Medicina: Le tecniche dell’ostetricia e le pratiche mediche (60%), dove ho realizzato una prima raccolta di materiali e indicato alcune ipotesi d’analisi in Narrazioni sulla scena del parto (1999d) e la Domesticazione del parto selvaggio (2000).

- 1999-2000. Itinerari terapeutici in un quartiere periferico di Maputo, ricerca specialistica all’interno di un “Progetto di formazione in Antropologia medica in Mozambico” (L.R. n. 19, 1996), di cui è in corso dipubblicazione un rapporto di ricerca.

Queste ricerche hanno avuto anche una ricaduta formativa.

- Un Contratto di formazione in attività di ricerca (L.R. 2/94) su “Culture locali e parchi geo-marini: produzione e informatizzazione di beni antropologici” (1998-2000).

- Un Progetto di formazione in Antropologia medica in Mozambico, nell’ambito della cooperazione con i paesi in via di sviluppo (L.R. 1996,n.19), in collaborazione con l’Universidade Eduardo Mondlane di Maputo) (1999-2000).

In queste attività le linee guida, ormai consolidate nell’esperienza passata, sono improntate ad associare, alla pratica assidua di ricerca di campo, un lavorìo continuo di confronto, riflessione e messa in discussione dei riferimenti teorico-metodologici.

 

Relazione di ricerca

Nel Laboratorio di antropologia culturale e sociale (LACS), ha realizzato progetti di formazione, in particolare nell’ambito della Cooperazione internazionale; ha diretto equipes di ricerca specialistica in progetti di Cooperazione territoriale europea (INTERREG) e ha condotto ricerche di campo nei centri costieri della Sardegna Nord-occidentale.

  

 

RELAZIONE DI DIDATTICA E DI RICERCA

di Gabriella Mondardini Morelli (22 dic. 2004- 22dic.2007)

 

Relazione didattica

Gabriella Mondardini Morelli,  in qualità di professore straordinario in Discipline demo-etno-antropologiche (M/DEA.01), nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Sassari, nel triennio su indicato ha ricoperto gli insegnamenti di Antropologia Sociale nel Corso di Laurea triennale in Scienze delle Professioni educative di base (classe 18),  e di Antropologia culturale - corso avanzato, nelle lauree magistrali in Progettazione e Coordinamento dei servizi educativi (classe 56/S), in Etnologia e Antropologia culturale (classe 1/S) e in Letterature e storia del mondo antico (15/S).

Quanto ai contenuti dell’insegnamento, grazie all’organizzazione dei corsi,  essi hanno potuto giustapporsi a due interessi di ricerca prevalenti e in progress: quello inteso a identificare le linee teoriche e metodologiche del dibattito antropologico, concentrandosi sui temi del corpo, della salute e della malattia, nel corso triennale; quello più mirato a fornire un orientamento critico, prendendo in esame i problemi teorici e di ricerca che riguardano la “produzione della località”.

Quanto al metodo, quando il numero degli studenti lo ha consentito, è stato privilegiato un approccio interattivo e partecipativo, con esercizi di progettazione e pratica della ricerca. Progettazione e pratica della ricerca sono state ampiamente stimolate nella preparazione delle tesi di laurea, che nel settore antropologico sono state particolarmente numerose.

Nell’ambito della Facoltà ricopre il ruolo di Presidente del Corso di Laurea triennale in Scienze delle Professioni educative di base (classe 18) e del Corso di laurea magistrale in Progettazione e Coordinamento dei servizi socio-educativi (classe 56/S), partecipando regolarmente alle riunioni organizzative e alle commissioni di Corso di laurea e di Facoltà.

Un impegno particolare ha comportato il ruolo di tutor di tirocinio, che ha consentito un efficace rapporto col territorio, dove ha tenuto numerose conferenze e seminari.

Nell’ambito del Dipartimento di Economia, Istituzioni e Società, dirige il Laboratorio di Antropologia culturale e sociale, dove, oltre all’orientamento degli studenti, coordina equipes di ricerca, progetti di formazione post-laurea e di cooperazione coi paesi in via di sviluppo,  fornendo inoltre consulenze per mostre e musei. Fa parte del collegio dei docenti nella Scuola di dottorato in Scienze sociali.

Nell’ambito dell’Ateneo ha concluso nel 2005 l’incarico di Consigliere di amministrazione quale rappresentante degli associati, che ricopriva dal 1999. Tiene anche un seminario di Antropologia medica presso la locale Facoltà di medicina. 

I suoi interessi si sono concentrati su:

1. Un settore privilegiato di ricerca,  sui temi della territorialità, dei saperi tecnici e delle problematiche ambientali, identificabile come “produzione della località”. Esso si è innestato   sulla conoscenza pregressa del tema “cultura e produzione alieutica in area mediterranea”, ma si è arricchito attraverso analisi mirate, come gli studi di genere (i saperi delle donne e lo sviluppo dei centri costieri) e quelli sulle pratiche di heritage ( ad es. sul patrimonio tradizionale navale).

2. Esperienze di ricerca in tema di antropologia della salute, anche nell’ambito della cooperazione internazionale (vedi ad es. il Progetto di formazione in antropologia medica in Mozambico).

3. Ricerche condotte in ambito interuniversitario (antropologia di genere, processi migratori, l’uomo e la natura), focalizzate sui processi di mutamento e sulle relazioni interculturali.

Metodologicamente è stata  privilegiata la pratica delle storie di vita, che oggi confluisce nella riflessione teorica sui temi della narrazione, e, per quanto concerne la ricerca “antropologia e medicina”, nella individuazione dei racconti di malattia e degli itinerari terapeutici.

Le esperienze di ricerca (che ai punti 1 e 2, hanno anche comportato la formazione teorica e di campo, nonché il coordinamento di due gruppi di ricerca), si sono tradotte in pubblicazioni, relazioni a convegni  e interventi vari :

Ricorderei in particolare, per il punto 1, il libro La produzione della località, frutto del progetto INTERREG su “Saperi locali e parchi naturali: per una valorizzazione delle risorse umane nel contesto sardo-corso ”, che ha imposto un ripensamento teorico e metodologico a fronte dei cambiamenti in atto nell’area. Ancora, sulla stessa linea, l’articolo Un paese di mare e le sue narrazioni, costruito sulla base di storie di vita e osservazione partecipante, a delineare un percorso che attraversa il passato e il presente di un paese di mare della Sardegna,  mostrando come gli interventi istituzionali di promozione e  valorizzazione delle risorse ambientali e storiche locali si traducono nella messa in opera di attività di selezione, riedizioni e strategie narrative che danno forma al processo di trasformazione turistica della località. Il lavoro sul Patrimonio navale tradizionale, infine, fondato sull’inventario delle barche da lavoro, ha consentito una riflessione critica sulla dinamica dell’heritage nei paesi costieri del nord-Sardegna.

Quanto al punto 2, il libro Drammi del corpo e narrazioni su di essi,  presenta un'introduzione teorico- metodologica ai temi che riguardano la salute e la malattia, soffermandosi su casi esemplari come la nascita,le cure ai neonati e l'iniziazione. Esso si inserisce nell’ambito di un Progetto di formazione in Antropologia medica in Mozambico, (in opera dal 1999, una pubblicazione precedente, Antropologia della salute in Mozambico, risale al 2002), che ha consentito l’apertura dell’insegnamento di Antropologia medica nella Facoltà di Lettere di Maputo. L’insegnamento è tenuto dalla dott.ssa mozambicana Esmeralda Mariano, formatesi nel Laboratorio di antropologia culturale e sociale di Sassari. Interventi a convegni e seminari, non ancora documentati in pubblicazioni, hanno riscontrato un notevole interesse. 

Quanto al punto 3, si è trattato di continuare relazioni interuniversitarie legate a progetti PRIN, conclusi (Cagliari) o in via di progettazione (Verona, Firenze),  nonché internazionali (AKTEA, European Network Women in Fisheries; MARE, Centre for Maritime Researc, Amsterdam; CETMA: Centre d’ethno-tecnologie en milieu aquatique, Parigi) con ricadute di ordine teorico in merito alle ricerche in corso. Sono testimoni le partecipazioni a convegni, i cui atti in gran parte sono in corso di pubblicazione.

Partecipazioni a convegni:

-2005 “Les savoirs des femmes  et le développement touristique des centres côtiers en Sardaigne», relazione presentata alla  Conference Internationale AKTEA, su «Les femmes dans la peche et les cultures marines», Santiago de Compostella, 10-13-novembre.

-2005 «L’approccio antropologico alla malattia» relazione presentata nella Facoltà di lettere di Maputo, nel ciclo di conferenze dedicate all’antropologia mozambicana, Maputo, 4-14  maggio.

-2006 «Saperi, cibo, identità» relazione presentata in occasione della «Giornata mondiale dell’alimentazione»,  seminario di studi su «L’identità mangiata. Percorsi e visioni per un’azione comune sul cibo”, Sassari 24-27 Novembre.

-2006  “In tema di identità” partecipazione al dibattito promosso nell’ambito del dottorato in Metodologie della ricerca etno-antropologica, sul tema “Sardegna e identità”, Cagliari, 12 dicembre.

-2007 «Cultura marinara e patrimonio» relazione presentata al Convegno internazionale su «La navigazione nel Mediterraneo nel mondo antico», Castelsardo, Porto Torres e Olbia, 18-21 ottobre.

Conferenze in occasione di manifestazioni nell’area della ricerca :

-2005  “Le barche nella cultura del mare” (Carloforte 29 giugno);

-2005 ”I saperi del maestro d’ascia. La tradizione di costruzione delle barche in Sardegna”, (Alghero 13 Agosto);

-2006 “ La navigazione al tempo di Eleonora d’Arborea”, nell’ambito delle manifestazioni per  “Sa Die de sa Sardigna”, (Porto Torres, Istituto nautico, 14 ottobre).

-2006 “Barche e tradizione marinara” in occasione della manifestazione del varo della barca d’epoca  Macchiavelli, (Porto Torres 17 giugno);

-2007 “I lavoratori del mare” in occasione della presentazione della Prima Regata del Pescatore, (Porto Torres, 28 aprile).

 

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