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SAGGIO "LA PREGHIERA DEL MARINAIO", 1992

COPERTINA b n 

Il popolo delle rive fra sacro e profano, in A. Manadori (a cura di), La preghiera del marinaio. La fede e il mare nei segni della chiesa e nelle tradizioni marinare, Roma, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Istituto poligrafico e zecca dello stato, Roma, 1992.

(Gabriella Mondardini morelli)

Ma il divino in più luoghi è chiamato a mediare il rapporto conflittuale col mare. In più occasioni, come si è visto, la società tradizionale di pesca si mette al sicuro dalla profanazione del mare sacralizzando il processo lavorativo: si cala la rete in nome di Dio, della Vergine, dei santi; si scandiscono i momenti più rilevanti della mattanza con preghiere e invocazioni reiterate ai protettori, così come si avvalla l'arpionamento del pesce spada con la complicità di San Marco. Anche il coinvolgimento del mare nelle cerimonie religiose, nel battesimo delle barche, nelle processioni a mare e nelle benedizioni propiziatorie sembra andare in questa direzione, a svelare complessivamente un rapporto con il mare-natura in cui l'uomo non si sente ancora padrone, non autorizzato insomma a distruggerlo.